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Con Lorella Zanardo, a Nove

Eravamo partiti anche dal documentario Il Corpo delle Donne quando, quasi due anni fa, decidemmo di far nascere il Gruppo [U]. Il lavoro di Lorella Zanardo, Cesare Cantù e Marco Malfi Chindemi ci aveva colpiti per la semplicità e l’efficacia con cui poneva alcune questioni, cristalline e opache al tempo stesso. Cristalline, perché ci sembrava evidente che fossero alcune tra le più urgenti da affrontare nel nostro Paese; opache, perché apparivano senza risposta.

Quelle stesse domande le abbiamo ritrovate, formulate con chiarezza e rinnovato vigore, nell’omonimo saggio edito da Feltrinelli, scritto e fortemente voluto da Lorella Zanardo nel 2010 per raccontare la genesi del suo, del nostro malessere – per fare un breve bilancio e subito rilanciare.

Perché le ragazze in tv sono trattate come oggetti?
Perché le veline non possono parlare?
Perché in tv non si vede più un volto di donna matura?
Perché noi donne accettiamo questa umiliazione mediatica?
Cosa possiamo fare per tentare di cambiare le cose?
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A Nove, con il Corpo delle Donne


Perché le ragazze in tv sono trattate come oggetti?
Perché le veline non possono parlare?
Perché in tv non si vede più un volto di donna matura?
Perché noi donne accettiamo questa umiliazione mediatica?
Cosa possiamo fare per tentare di cambiare le cose?

La lettura critica del modo in cui i media italiani – la televisione, in particolare – utilizzano e raccontano il femminile, ci permette di guadagnare uno sguardo più ampio sulla nostra società, su ciò che possiamo e non possiamo sperare, fare, dire in e a partire da essa.

Quelle qui sopra sono solo alcune delle domande che il documentario Il Corpo delle Donne e il saggio omonimo invitano a porci. In compagnia dell’autrice, Lorella Zanardo, proviamo a rispondere e iniziamo a immaginare nuovi comportamenti e stili di pensiero, per costruire un paese fatto di relazioni positive tra i generi, in cui donne e uomini si possano liberare dagli stereotipi che ne bloccano ambizioni e potenzialità espressive.

L’appuntamento è per l’8 e il 9 maggio 2011 a Nove: con un corso di formazione, un incontro pubblico e un incontro riservato agli studenti delle scuole superiori.
Per saperne di più consultate il programma e le modalità di partecipazione, come sempre vi aspettiamo!

Torna il cinefor[U]m, quello con la U maiuscola!


“Meglio essere appassionato di belle ragazze che gay”, 2 novembre 2010
“Una donna che sia consapevole di essere seduta sulla propria fortuna e ne faccia partecipe chi può concretarla non è automaticamente una prostituta. Il mondo è pieno di ragazze che si concedono al professore per goderne l’indulgenza all’esame o al capo ufficio per fare carriera”, 19 gennaio 2011
“Poche radical chic”, 13 febbraio 2011
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Il rogo freddo

(c) elisfanclub. Under Creative Commons Licence

I fatti sono ormai tristemente noti: il 15 gennaio scorso siamo venuti a sapere dai quotidiani che l’Assessore alla Cultura della Provincia di Venezia, Raffaele Speranzon, ha intenzione di chiedere alle Biblioteche veneziane di eliminare dal proprio archivio i testi delle scrittrici e degli scrittori firmatari, nel 2004, di una petizione sulla vicenda di Cesare Battisti. Pochi giorni dopo, l’Assessore Regionale all’Istruzione, Elena Donazzan, si è schierata col collega, rivendicando la possibilità di fornire un “indirizzo politico” alle scuole – invitando gli insegnanti, nel caso specifico, a non far leggere ai propri alunni i romanzi e i saggi delle autrici e degli autori incriminati.

Molte sono state le reazioni, tanto da parte dei diretti interessati, quanto da parte di altri scrittori che, anche quando in disaccordo rispetto alla petizione del 2004, hanno percepito la pericolosità della proposta di Speranzon e Donazzan. A loro si sono unite, in modo trasversale, personalità della cultura, della politica e dell’economia. Soprattutto, forte è stata l’immediata presa di posizione dell’Associazione Italiana Biblioteche, di tanti insegnanti e dei lettori che, con i loro interventi sui blog letterari, hanno espresso la propria contrarietà ad ogni forma di censura o “indirizzo politico”.

Il gruppo [U] e l’associazione Palomar vogliono unirsi alla grande moltitudine di singoli e istituzioni che hanno deciso di esprimere la propria radicale contrarietà alle proposte dei due Assessori. Lo facciamo in quanto promotori di progetti che hanno visto protagonisti tanti degli scrittori e delle scrittrici chiamati in causa in questa vicenda, ma soprattutto perché percepiamo ogni forma di censura come un pericolo per tutti – anche per chi avanza le sciagurate proposte contro cui ci schieriamo. Non ci interessa minimamente, in questo contesto, il contenuto della petizione del 2004. Non è esso la posta in palio.

Ci esprimiamo pubblicamente perché il problema riguarda la cultura come insieme di relazioni sociali e sapere critico: essa viene continuamente svilita, ridotta a divertissement, relegata all’ambito del superfluo, dell’effimero – di qui la spettacolarizzazione, cui spesso assistiamo, di qualunque progetto che abbia delle radici profonde, che esprima un bisogno che è primario quanto altri bisogni, che lasci qualcosa nella vita delle persone. Una cultura che sopravvive come nicchia in realtà sta già morendo, perché ogni attacco ad essa può essere fatto senza che la maggioranza dei cittadini, qualunque sia la loro formazione e indipendentemente dall’orientamento politico, percepisca quell’attacco come un problema. Ecco allora che i festival letterari (e di altro tipo) possono acquisire una valenza civile. In caso contrario, rischiano di favorire quell’attacco.

Se la cultura non è vista come bisogno primario e anche come elemento strategico dello sviluppo di un paese (dal punto di vista sociale, umano, economico), cosa ci rimane?

BEFANE, FA_BENE

Siamo le befane che quest’anno vi porteranno il carbone. Siamo le befane che insieme al carbone vi portano una collezione di canzoni assolutamente ULAB, una playlist che FA_BENE. 20 pezzi selezionati in esclusiva per noi da STRA.
Non siamo poi così cattive, per essere befane.
Ascolta la playlist

aUgUri!

Buone feste a tutti voi, eccovi un piccolo regalo da parte nostra. Ci si rivede nel 2011!

Il corpo di chi?

ULAB
14 NOVEMBRE 2010
CANTINE DI PALAZZO BONAGURO
BODY OF | laboratorio teatrale
Elisabetta CAROLLO

Quante sono le possibilità espressive di un corpo, di un volto, della voce?

La standardizzazione del corpo femminile nei media italiani mortifica la sua straordinaria potenzialità comunicativa. Continua a leggere…